Il progetto nasce dall’esigenza di migliorare il comfort climatico della Chiesa di Santa Maria del Carmine di Pavia, sostituendo un impianto ormai inadeguato che, oltre a risultare poco efficiente, comprometteva la qualità architettonica della Cappella di San Giulio e contribuiva al degrado delle superfici decorate. L’intervento affronta il tema dell’efficientamento energetico come parte integrante della conservazione del bene monumentale, ponendo al centro il rapporto tra tecnologia, architettura e tutela.
Le indagini preliminari e i saggi archeologici hanno portato a riconsiderare l’impostazione originaria del progetto, orientando la proposta verso soluzioni meno invasive e pienamente compatibili con la presenza di strutture storiche e sepolture sottostanti. Il nuovo sistema di riscaldamento è stato sviluppato per ridurre l’impatto sulle murature, sulle pavimentazioni e sugli apparati decorativi, privilegiando interventi reversibili e rispettosi delle caratteristiche costruttive della chiesa.
Il progetto dimostra come l’innovazione impiantistica possa diventare uno strumento di valorizzazione del patrimonio culturale, contribuendo alla conservazione degli spazi storici e migliorando le condizioni di utilizzo della chiesa senza alterarne l’identità architettonica.
L’idea di progetto
Nei luoghi storici anche un impianto è parte del progetto di conservazione. L’intervento interpreta l’innovazione tecnologica come uno strumento discreto, capace di migliorare la fruizione dell’edificio salvaguardandone il valore storico, artistico e architettonico.